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Tempo scuola

All’atto di iscrizione alla scuola primaria, l’opzione scelta per il “tempo scuola” è stata di 27 ore. Io lavoro full time, è vero, ma ho la fortuna di avere i nonni che stanno con Piccolo Uomo volentieri e lo portano anche in piscina. Dopo averli, quindi, consultati, considerando che non me la sentivo di lasciarlo a scuola tutti i pomeriggi fino alle 16.30, la scelta è stata in automatico per le 27 ore. Dopo che tutte le domande di iscrizione sono state presentate, è sorto però un problema relativo al numero per la formazione delle classi. Noi del modulo (27 ore) siamo in 14 (così a detta della Dirigente alla riunione con noi. Alla riunione con i genitori del tempo pieno, invece ha detto che sono  16 le richieste del modulo), mentre per il tempo pieno le iscrizioni sono 38. Noi le abbiamo fatto presente che, considerato che c’è una bimba disabile, la classe può essere formata anche con un numero ridotto, perchè la legge ne consente 20 di alunni, come numero massimo per la presenza di un disabile. Alla mamma della bimba disabile, ha detto, però,  che questa legge non c’è più (non è vero: la legge c’è ancora, come da circolari ministeriali che le abbiamo fornito). Quindi, nonostante la sua iniziale propensione verso due classi da 40 ore, con ogni probabilità, si vede costretta a chiedere la terza classe, per poter garantire i due tempi (27 e 40) e per accontentare tutte le richieste dei genitori. Nel caso non ottenesse la terza classe, formerà una classe da 27 e una da 40: gli “esuberi” saranno collocati in una scuola del paese vicino (che ha ancora posto per alunni che hanno scelto le 40 ore), che fa parte dello stesso plesso scolastico. Insomma, c’è un po’ di incertezza su quelle che saranno le future classi dei nostri bimbi. Ora dobbiamo aspettare fino a giugno per avere una definitiva conferma. Intanto il Piccolo Uomo continua a chiedermi se farà le 27 o le 40 ore. Come gli dicevo, e come dicevo, lo sapremo a giugno.

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Al supermercato …

Io mi sono sempre reputata una persona fortunata. Ho due genitori che adoro e che si fanno sempre in quattro per me e per PiccoloUomo, mai negandoci un aiuto se occorre. Ho avuto l’opportunità di studiare, e lo sto facendo ancora (e non mi reputo una sfigata, anzi). Ho avuto la fortuna di trovare un lavoro a tempo indeterminato e il mio compagno pure. Che sarà anche monotono, il posto fisso, ma ci permette di (soprav)vivere. Non possiamo permetterci chissà che, dopo aver pagato le spese mensili, ma non ci lamentiamo. Ma mi rendo conto che non è per tutti così. L’altra sera, uscita dall’ufficio, mi sono fermata al piccolo supermercato che si trova lungo la strada verso casa, per comprare proprio due cose che mi mancavano per la cena. Arrivata alla cassa, davanti a me c’era un uomo. Ha messo i suoi prodotti sul rullo della cassa ma ha anche chiesto alla cassiera, di fermarsi con la battitura dei prezzi, prima di arrivare a €10,00, perchè aveva solo quelli, in tasca, e non poteva pagare il resto, eccedente quella cifra. Ecco, io ho cercato di essere “positiva”, pensando che forse aveva solo lasciato il portafogli a casa … ma ho comunque provato una stretta al cuore. Perchè in fondo non credo che avesse solo lasciato il portafogli a casa. Purtroppo penso che questo sia l’effetto della situazione di crisi che stiamo vivendo. Quello che poi fa più male, è che chi dovrebbe risolvere questo problema, risollevarci dalla crisi … non ha nemmeno la più pallida idea di come la gente, comune mortale, (soprav)viva ogni singolo giorno. Con quante difficoltà si riesce (forse) ad arrivare a fine mese. Quali e quanti salti mortali si debbano fare per andare avanti … e siamo nel XXI secolo.

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