Archivi categoria: Io, donna

Al supermercato …

Io mi sono sempre reputata una persona fortunata. Ho due genitori che adoro e che si fanno sempre in quattro per me e per PiccoloUomo, mai negandoci un aiuto se occorre. Ho avuto l’opportunità di studiare, e lo sto facendo ancora (e non mi reputo una sfigata, anzi). Ho avuto la fortuna di trovare un lavoro a tempo indeterminato e il mio compagno pure. Che sarà anche monotono, il posto fisso, ma ci permette di (soprav)vivere. Non possiamo permetterci chissà che, dopo aver pagato le spese mensili, ma non ci lamentiamo. Ma mi rendo conto che non è per tutti così. L’altra sera, uscita dall’ufficio, mi sono fermata al piccolo supermercato che si trova lungo la strada verso casa, per comprare proprio due cose che mi mancavano per la cena. Arrivata alla cassa, davanti a me c’era un uomo. Ha messo i suoi prodotti sul rullo della cassa ma ha anche chiesto alla cassiera, di fermarsi con la battitura dei prezzi, prima di arrivare a €10,00, perchè aveva solo quelli, in tasca, e non poteva pagare il resto, eccedente quella cifra. Ecco, io ho cercato di essere “positiva”, pensando che forse aveva solo lasciato il portafogli a casa … ma ho comunque provato una stretta al cuore. Perchè in fondo non credo che avesse solo lasciato il portafogli a casa. Purtroppo penso che questo sia l’effetto della situazione di crisi che stiamo vivendo. Quello che poi fa più male, è che chi dovrebbe risolvere questo problema, risollevarci dalla crisi … non ha nemmeno la più pallida idea di come la gente, comune mortale, (soprav)viva ogni singolo giorno. Con quante difficoltà si riesce (forse) ad arrivare a fine mese. Quali e quanti salti mortali si debbano fare per andare avanti … e siamo nel XXI secolo.

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2012

Anno nuovo. Tempo di bilanci. Tempo di buoni propositi. Tutto sommato non mi posso lamentare dell’anno appena passato: le cose positive sono state maggiori di quelle negative, e quindi il bilancio di chiusura è complessivamente positivo. Per il nuovo anno, ho il proposito di attraversare il mio personale Rubicone (secondo la psicologia della motivazione e della volontà, quando dobbiamo compiere una determinata scelta, attraversiamo il “Rubicone“, passando dal proposito all’intenzione) per quanto riguarda una decisione, difficile, da prendere. Oltre a questo, vi segnalo un articolo sui propositi per il nuovo anno, che farò anche miei: Vuoi un proposito? Lascio anche un augurio per questo anno, che possa essere ogni singolo giorno strepitoso:

‎”Vi auguro sogni a non finire, la voglia furiosa di realizzarne qualcuno. Vi auguro di amare ciò che si deve amare e di dimenticare ciò che si deve dimenticare. … Vi auguro passioni. Vi auguro silenzi. Vi auguro il canto degli uccelli al risveglio e risate di bambini. Vi auguro di resistere all’affondamento, all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca. Vi auguro soprattutto di essere voi stessi” (Jacques Brel)

 

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Emozioni e musica

Quante volte ascoltando una canzone, capita di dire “sembra scritta apposta per me”. A me succede con molte canzoni. Quella che sento più “mia” è sicuramente Sally, di Vasco Rossi. Ascolti canzoni che rispecchiano proprio quel particolare momento che stai attraversando … a me è capitato questa settimana, di fare delle riflessioni personali, ascoltando due canzoni in due giorni diversi. Solo due frasi, di queste canzoni,  restano nella mia mente …

… ‎destinati a scivolare, in un vuoto che fa male, in pezzi che non puoi riappiccicare …

Questa canzone (Destinati a perdersi – Negrita) la sto ascoltando da giorni in macchina … sempre e solo quella. Poi stamattina mi imbatto in un’altra canzone, sempre dei Negrita (Brucerò per te)

… sei l’aurora boreale, che squarcia il mio vuoto banale …

e penso che non esiste notte tanto buia da non far sorgere di nuovo il sole. Devo ricordarmelo.

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Inversione di ruoli

Quando ero bambina, mi accudivi tu, quando mi ammalavo. Ero io quella che ti faceva tenerezza. Ora sono io quella che accudisce te, quando non stai bene, quando ti ammali. Sei tu ora, mamma, quella che fa tenerezza a me. Ti osservavo, domenica notte, in pronto soccorso … mi sembravi così fragile. Io che sono abituata a vedere in te tanta forza. Ti tenevo la mano e tu la stringevi. Ma ti sentivi in colpa, perché mi stavi facendo perdere ore di sonno e “poi come fai che domani devi andare al lavoro”. Ti sentivi in colpa perché il “PiccoloUomo” è a casa da solo (!!!!) … “mamma, tranquilla è in buone mani e poi sta dormendo!!”. Mi sono resa conto che gli anni passano e nella mia mente ha cominciato a farsi strada un brutto pensiero … ho paura. Paura di perderti. Quello che è importante è che tu ora stia bene, che sei a casa con noi … e io voglio godermi ogni attimo di te. Non voglio più arrabbiarmi con te e vorrei che lo facessi anche tu. Vorrei che la smettessimo di litigare per delle stupidate. Non voglio avere né rimpianti, né rimorsi. Voglio solo viverti. Ti voglio bene, mamma.

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Perchè “mamma e dintorni”

Perchè sono una donna, sono una figlia, sono un’ amica, sono una compagna, sono una lavoratrice, sono una studentessa e sono una mamma. Un insieme di ruoli che cerco di far convivere al meglio. No, non è sempre facile collimare tutto. Ma almeno, ci provo.

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