Flashbulb memories

Era il 22 marzo 2000. Era una bella e tiepida giornata di primavera. Il sole splendeva alto in un cielo meravigliosamente terso. Indossavo due dei miei capi d’abbigliamento preferiti: pantaloni neri con tante tasche ed un maglioncino di un blu molto acceso. Come faccio a ricordare i particolari associati a quella giornata? Le emozioni rivestono enorme importanza per il ricordo. Eventi di grande peso emotivo sono ricordati con più vividezza (un esempio, io ricordo bene che appresi dalla radio dell’attentato alle Torri Gemelle, mentre per lavoro andavo dal commercialista). Brown e Kulik  definirono flashbulb memories i ricordi correlati ad un evento particolarmente importante. Altri studiosi, in seguito, dimostrarono che le flashbulb memories erano  labili e soggette all’oblio. Tuttavia, alcune flashbulb memories sono davvero accurate e persistenti ma queste caratteristiche dipendono dal significato che l’evento ha per ciascun soggetto. Io ricordo bene, le emozioni e i particolari legati al 22 marzo 2000, perchè quel giorno ho vissuto un’esperienza emotivamente negativa (che a distanza di 12 anni, non ho ancora metabolizzato del tutto). Questo è un argomento che mi affascina parecchio, ed è nella lista degli argomenti che vorrei approfondire con la tesi (anche se ho ancora un po’ di tempo, inizio a portarmi avanti nella scelta delle argomentazioni). E voi? Ci sono avvenimenti importanti che ricordate con vividezza, con i particolari, come “se fosse ieri?”

2 commenti

Archiviato in Io e lo studio

La tenda acchiappa brutti sogni

Al Piccolo Uomo, la sera, prima di dormire, leggo le storie di Geronimo Stilton. Oltre alla collana “Storie da ridere“, leggiamo anche i “Viaggi nella fantasia“, che, devo dire, mi piacciono parecchio e offrono anche spunti interessanti: ricette, travestimenti, giochi e lavoretti vari. Uno di questi lavoretti ha attirato l’attenzione del Piccolo Uomo: la “tenda acchiappa brutti sogni”. Mi ha chiesto se potevamo realizzarla. Così ho recuperato l’occorrente ed ora ci stiamo lavorando. Domenica eravamo reclusi in casa, causa malesseri vari e così abbiamo iniziato con la preparazione:

Abbiamo creato, con la pasta per modellare, delle stelline, che poi abbiamo messo ad asciugare:

e ieri sera abbiamo iniziato la fase della colorazione, con le tempere:

 

Devo dire che il Piccolo Uomo ci sta mettendo tutto l’impegno e non vede l’ora di finire. Oltre alle stelle, prepareremo anche delle palline, che andranno colorate e a cui aggiungeremo anche della pasta corta. Il tutto andrà infilato in fili di spago, che andranno pinzettati su una striscia di cartone, che poi appenderemo alla porta della sua cameretta. Il suo entusiasmo mi ha contagiata e credo proprio che questo sia il primo lavoretto di una lunga serie!!!

4 commenti

Archiviato in Io, mamma

Tempo scuola

All’atto di iscrizione alla scuola primaria, l’opzione scelta per il “tempo scuola” è stata di 27 ore. Io lavoro full time, è vero, ma ho la fortuna di avere i nonni che stanno con Piccolo Uomo volentieri e lo portano anche in piscina. Dopo averli, quindi, consultati, considerando che non me la sentivo di lasciarlo a scuola tutti i pomeriggi fino alle 16.30, la scelta è stata in automatico per le 27 ore. Dopo che tutte le domande di iscrizione sono state presentate, è sorto però un problema relativo al numero per la formazione delle classi. Noi del modulo (27 ore) siamo in 14 (così a detta della Dirigente alla riunione con noi. Alla riunione con i genitori del tempo pieno, invece ha detto che sono  16 le richieste del modulo), mentre per il tempo pieno le iscrizioni sono 38. Noi le abbiamo fatto presente che, considerato che c’è una bimba disabile, la classe può essere formata anche con un numero ridotto, perchè la legge ne consente 20 di alunni, come numero massimo per la presenza di un disabile. Alla mamma della bimba disabile, ha detto, però,  che questa legge non c’è più (non è vero: la legge c’è ancora, come da circolari ministeriali che le abbiamo fornito). Quindi, nonostante la sua iniziale propensione verso due classi da 40 ore, con ogni probabilità, si vede costretta a chiedere la terza classe, per poter garantire i due tempi (27 e 40) e per accontentare tutte le richieste dei genitori. Nel caso non ottenesse la terza classe, formerà una classe da 27 e una da 40: gli “esuberi” saranno collocati in una scuola del paese vicino (che ha ancora posto per alunni che hanno scelto le 40 ore), che fa parte dello stesso plesso scolastico. Insomma, c’è un po’ di incertezza su quelle che saranno le future classi dei nostri bimbi. Ora dobbiamo aspettare fino a giugno per avere una definitiva conferma. Intanto il Piccolo Uomo continua a chiedermi se farà le 27 o le 40 ore. Come gli dicevo, e come dicevo, lo sapremo a giugno.

2 commenti

Archiviato in Io, mamma, Riflessioni

Al supermercato …

Io mi sono sempre reputata una persona fortunata. Ho due genitori che adoro e che si fanno sempre in quattro per me e per PiccoloUomo, mai negandoci un aiuto se occorre. Ho avuto l’opportunità di studiare, e lo sto facendo ancora (e non mi reputo una sfigata, anzi). Ho avuto la fortuna di trovare un lavoro a tempo indeterminato e il mio compagno pure. Che sarà anche monotono, il posto fisso, ma ci permette di (soprav)vivere. Non possiamo permetterci chissà che, dopo aver pagato le spese mensili, ma non ci lamentiamo. Ma mi rendo conto che non è per tutti così. L’altra sera, uscita dall’ufficio, mi sono fermata al piccolo supermercato che si trova lungo la strada verso casa, per comprare proprio due cose che mi mancavano per la cena. Arrivata alla cassa, davanti a me c’era un uomo. Ha messo i suoi prodotti sul rullo della cassa ma ha anche chiesto alla cassiera, di fermarsi con la battitura dei prezzi, prima di arrivare a €10,00, perchè aveva solo quelli, in tasca, e non poteva pagare il resto, eccedente quella cifra. Ecco, io ho cercato di essere “positiva”, pensando che forse aveva solo lasciato il portafogli a casa … ma ho comunque provato una stretta al cuore. Perchè in fondo non credo che avesse solo lasciato il portafogli a casa. Purtroppo penso che questo sia l’effetto della situazione di crisi che stiamo vivendo. Quello che poi fa più male, è che chi dovrebbe risolvere questo problema, risollevarci dalla crisi … non ha nemmeno la più pallida idea di come la gente, comune mortale, (soprav)viva ogni singolo giorno. Con quante difficoltà si riesce (forse) ad arrivare a fine mese. Quali e quanti salti mortali si debbano fare per andare avanti … e siamo nel XXI secolo.

6 commenti

Archiviato in Io, donna, Riflessioni

Nuova tappa di crescita

Mi emoziona solo scriverlo. Il Piccolo Uomo sta crescendo e a settembre affronterà (e noi con lui) un’altra tappa importante nella sua crescita: la scuola primaria. Settimana scorsa ho partecipato alla riunione di presentazione della scuola, delle attività e dei tempi previsti. Ed ora devo solo compilare il modulo di iscrizione. Lui sembra contento di questa novità, forse proprio perché “diventa grande”. vedremo poi, quando frequenterà, se questo entusiasmo lo manterrà.

6 commenti

Archiviato in Io, mamma

Appuntamento speciale

Oggi il PiccoloUomo si presenterà a Lei, con questo bouquet di fiori. Dolce, come loro. Avranno una giornata intensa e speciale. Questa mattina andranno in piscina, poi il PiccoloUomo si fermerà a pranzo da lei e resterà anche nel pomeriggio a giocare. Oggi saranno due bimbi ancora più felici.

6 commenti

Archiviato in Io, mamma

2012

Anno nuovo. Tempo di bilanci. Tempo di buoni propositi. Tutto sommato non mi posso lamentare dell’anno appena passato: le cose positive sono state maggiori di quelle negative, e quindi il bilancio di chiusura è complessivamente positivo. Per il nuovo anno, ho il proposito di attraversare il mio personale Rubicone (secondo la psicologia della motivazione e della volontà, quando dobbiamo compiere una determinata scelta, attraversiamo il “Rubicone“, passando dal proposito all’intenzione) per quanto riguarda una decisione, difficile, da prendere. Oltre a questo, vi segnalo un articolo sui propositi per il nuovo anno, che farò anche miei: Vuoi un proposito? Lascio anche un augurio per questo anno, che possa essere ogni singolo giorno strepitoso:

‎”Vi auguro sogni a non finire, la voglia furiosa di realizzarne qualcuno. Vi auguro di amare ciò che si deve amare e di dimenticare ciò che si deve dimenticare. … Vi auguro passioni. Vi auguro silenzi. Vi auguro il canto degli uccelli al risveglio e risate di bambini. Vi auguro di resistere all’affondamento, all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca. Vi auguro soprattutto di essere voi stessi” (Jacques Brel)

 

9 commenti

Archiviato in Io, donna